ROTONDA

Rotonda

Rotonda sorge sotto i ruderi di un antico castello, attorno ad un colle conico, ossia uno sperone roccioso che, secondo il De Lorenzo, emerse da un antico lago pleistocenico in era Quaternaria, cioè nel Pleistocene.

Fino a quel periodo le acque dei vari fiumi che scendevano dai monti, riempirono le valli e, in seguito ai movimenti orogenici, innalzandosi, le colmarono fino a creare, nell’ampia zona presa in esame, un grande lago.

In seguito queste acque cominciarono a corrodere gli sbarramenti creatisi con i loro detriti e, col passar del tempo, cominciò il fenomeno inverso, quello dell’erosione, per cui le acque, fino ad allora accumulatesi nelle valli, lentamente cominciarono a defluire dai bacini verso il mare, dando origine così alle vallate circostanti che oggi possiamo ammirare. La valle del Mercure-Lao, nella quale sorge Rotonda, ebbe origine durante l’era Quaternaria.

Ne sono testimonianza i ritrovamenti di antichi animali risalenti a tale periodo come l’Elephas Antiquus, i cui resti si possono ammirare nel museo preistorico di Rotonda. Di Nerulum parla la guida geografica dell’antichità “Itinerarium Antonini” che contiene la descrizione esatta delle principali strade dell’Impero Romano, fatta eseguire da Giulio Cesare nel 44 a.C. nella quale si legge che tra Nerulum, ossia Rotonda, e Summuranum, ossia Morano Calabro, intercorrono 14 miglia romane Non essendoci dubbi che Summuranum corrisponda a tale località, Nerulum deve coincidere chiaramente con Rotonda, la quale dista 24 km da Summuranum.

Di Nerulum parla anche Tito Livio nel capitolo XII del libro IX delle sue storie, affermando che, nel 317 a.C., questa località venne conquistata dai Proconsoli Emilio Barbula e Giunio Bubulco, notizia che fa risalire le origini di Nerulum ad età romana o preromana. Si alternarono nella regione, tra varie vicissitudini, Greci e Longobardi. Essa assunse, dopo quella di Lucania, anche il nome di Basilicata. Fece parte del giustizierato di Salerno e, nel 1415, fu venduta dalla Regina Giovanna II agli “Scannasorece” di Napoli. Nel 1419 passò a Ruggero Sanseverino; nel 1606 la acquistarono Ferrante Sanseverino Conte di Saponara ed il Principe di Bisignano. La prima volta in cui compare il nome di Rotonda è nel 1083, in una antica pergamena (Racioppi). In seguito le due famiglie Sanseverino e Bisignano si unirono e i primi tennero Rotonda fino all’abolizione dei possessi feudali.

I rotondesi furono sempre presenti, con i vari esponenti, nelle lotte tra Svevi e Angioini, tra baroni e marchesi, coprendosi di gloria e lasciando ricordi delle loro gesta. Normanni, Svevi, Angioini si alternarono nel Principato di Salerno: i Saponara e i Bisignano governarono questo territorio. Rifulse il valore dell’ammiraglio Ruggero di Lauria. Nei secoli XVI, XVII e XVIII non si ricordano episodi degni di nota. In molti centri abitati sorgono i primi ospedali tra cui quello di Rotonda. Grande importanza hanno rivestito le strade attraversanti la regione, dall’antica Via Popilia all’odierna strada delle Calabrie. Importanti sono stati i seguaci del Cardinale Fabrizio Ruffo di Calabria, le cui imprese contribuirono alla caduta della Repubblica Partenopea. Napoletani e Francesi si scontrarono a Campo Tenese, località poco lontana da Rotonda. I Borboni ebbero la peggio e furono costretti ad indietreggiare fino a Castrovillari in attesa di aiuti. Numerosi furono gli episodi insurrezionali negli anni tra l’inizio dell’Ottocento e l’impresa dei Mille. Garibaldi, giunto a Rotonda il 2 settembre 1960, vi soggiornò proveniente dalla Calabria, accolto, acclamato e festeggiato dalla cittadinanza per aver liberato le popolazioni dalla tirannide borbonica.

Una lapide sul muro della casa Fasanelli-Tancredi ricorda il passaggio dell’eroe nizzardo e il suo soggiorno in quel palazzo. L’Unità d’Italia si celebrò il 21 Ottobre 1860 in quasi tutti i Comuni meridionali fra il massimo ordine ed entusiasmo e così si ristabiliva un ordine, proseguito negli anni successivi fino ad oggi. Al di là delle notizie storiche da me semplificate, amo ricordare questo mio paese per la sua caratteristica ubicazione e per le notizie che su di esso conosciamo, attraverso i vari studiosi della valle, ma soprattutto per le sue tradizioni contadine, per la spontaneità dei suoi abitanti, lo spirito di accoglienza, di fraternità, la disponibilità dei cittadini in ogni circostanza che induce a ritornarvi in estate e in occasione delle feste, il cui ricordo rimane indelebile per coloro che ci sono nati. È stupenda la passeggiata attorno a questo cono roccioso “ ‘a via di coste” costeggiando il giardino De Rinaldiis e proseguendo per tutta la via delle “Coste”. Durante il percorso fino alla Cappella di Costantinopoli è possibile ammirare l’ampia vallata circostante, il dolce affacciarsi dei paesi e contrade in declivio quali: La Spina, Partirosa, Madonna dell’Alto, Cornaleta, Monte Alpi e Monte Sirino che pare tocchino il cielo Questo percorso accidentato, ma suggestivo, delle “Coste” era quello seguito dalla processione del Corpus Domini con Gesù Sacramentato che benediceva campi, valli e contrade, tra la commozione del popoli, il quale cantava e pregava mentre il sacerdote benediceva, per tutto il percorso, i sassi, le ginestre, i fiori selvatici che nella loro semplicità lodavano DIO.

Rotonda ha una superficie di 42,33 kmq suddivisa tra capoluogo, 7 contrade (Cozzo Fratta, Fratta, Malita, Mescio, Montagna di Basso, Spinazzo, Case Sparse) e 38 frazioni dai nomi suggestivi (Acqua Nocella, Barone, Bovile, Calcirello, Calorie, Capo d’Acqua, Cassaneto, Castellano, Castenitello, Ciponzio, Cotura, Daniele, Fiumara, Fratta, Gaglione, Giardini, Ianni La Barba, Lori, Madonna delle Grazie, Malita, Mostenzo, Patricone, Piano Incoronata, Piedi le Coste, Piè della Valle, Ponte Cornuto, Porcile, Puzzicelli, Scaldacane, S. Giovanni, S. Lorenzo, S. Maria, Schettino, Serra, Servie, Sitongia, Valli, Zircoli). La popolazione si è molto evoluta dagli anni della Seconda Guerra Mondiale. L’istituzione di scuole quali la Media e il Liceo, nella stessa Rotonda, e l’Istituto di Ragioneria nel vicino centro di Viggianello, hanno concorso a migliorare la cultura della popolazione e a debellare l’analfabetismo; esse hanno spinto i giovani a frequentare le varie Università, conseguendo lauree prestigiose per sé e per il paese.

 

Tratto da “Rotonda tra passato e presente” di Angela de Maria

 

Il nostro è un progetto culturale che ha come fine quello di promuovere e far vivere ai nostri ospiti la cultura del posto. Infatti, le abitazioni sono distribuite nel centro storico del paese, per favorire la scoperta del luogo e le relazioni sociali con i locali. A questo scopo, i servizi e le attività che offriamo sono legati alle tradizioni locali, che vanno dai vecchi mestieri ai sapori della cucina popolare.

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